Il discorso perfetto di Michelle Obama

Secondo Michael Moore, il prossimo Presidente degli Stati Uniti sarà Donald Trump. Tra le cinque ragioni che lo spingono a vaticinare questa vittoria, la numero 3 è definita “Effetto Hillary”:

Let’s face it: Our biggest problem here isn’t Trump – it’s Hillary. She is hugely unpopular — nearly 70% of all voters think she is untrustworthy and dishonest. She represents the old way of politics, not really believing in anything other than what can get you elected.

Stando a Moore, sono soprattutto i giovani a non apprezzarla. Tra i suoi detrattori, poi, ci sarebbero moltissime giovani donne: un doloroso paradosso per la Clinton e per tante sue coetanee, che hanno combattuto duramente perché alle generazioni più giovani “nessuna Barbara Bush potesse dire di tenere la bocca chiusa e andare ad infornare biscotti“. Continua a leggere “Il discorso perfetto di Michelle Obama”

Un circolo vizioso

Piano scendeva l’oscurità sulla città vecchia, e i miei timori aumentavano. Sarebbe davvero venuto? Dannazione, me l’aveva giurato: “Appena esco, vedrai, mi farò vivo!”, e poi aveva riso, con quella sua risata bassa, agghiacciante… Oscillavo tra barlumi di speranza e abissi di disperazione: forse non verrà, pensavo, è passato tanto tempo e avrà dimenticato… E un momento dopo: verrà, stanne pur certo, certe cose non si dimenticano in fretta.
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“Ho l’urgenza dello scrivere, ma non la pazienza dello scrivere” (autocitazione)

Quando si dice scrivere il proprio epitaffio.

Ho in bozza alcuni post interessanti (ah ah ah!) da almeno un paio di settimane, e non riesco a finirli (in realtà, non li ho praticamente nemmeno cominciati). Continua a leggere ““Ho l’urgenza dello scrivere, ma non la pazienza dello scrivere” (autocitazione)”