Breve diario di viaggio (ovvero: viva l’Italia)

Oggi mio marito e io siamo stati un po’ a zonzo per la Val d’Orcia: un paesaggio bellissimo.

Mentre lo percorrevamo in auto, pensavo due cose.
La prima: da qualche parte, in Val d’Orcia, vivono gli hobbit, ne sono certa – o almeno Tolkien deve aver preso ispirazione dal suo paesaggio quando ha creato la Terra di Mezzo e Hobbiton.

La seconda cosa che pensavo è: essere nata in Italia è una delle gran botte di … immeritata fortuna che mi sono capitate in questa vita.  Continue reading “Breve diario di viaggio (ovvero: viva l’Italia)”

Quale colonna sonora per l’informazione?

Avere presente la famosissima scena della doccia, nel film Psycho di Alfred Hitchcock? È tuttora una scena in grado di generare una grande tensione, e in qualche modo dà corpo a paure abbastanza irrazionali ma molto comuni: alzi la mano chi non ha mai provato almeno un lieve senso d’inquietudine tirando la tendina della doccia in una stanza d’albergo, magari uno di quelli in cui capita di andare per lavoro, da soli.
Quella scena ha generato un immaginario della paura che non è estraneo praticamente a nessuno. Continue reading “Quale colonna sonora per l’informazione?”

Barack Obama e io

Il Presidente (uscente) degli Stati Uniti firma un post su Pulse. Ben scritto, per inciso, e con consistenti tracce di ottimo storytelling.

Racconta come le sue primissime esperienze di lavoro, d’estate, siano state fondamentali. E perché è importante offrire opportunità di lavoro agli studenti, soprattutto ai giovanissimi che sono ai margini o usciti dal sistema scolastico.

Io gli ho chiesto di candidarsi per il nostro MIUR, visto che tra qualche tempo dovrà ricollocarsi professionalmente: credo che potrebbe esserci utile.

[A parte questo… Barack Obama firma un blog. Capiamoci: Barack Obama diventa blogger. Qualcuno ha il coraggio di confrontare la qualità della comunicazione politica americana con quella della politica nostrana?]

Barack and I

Giornalisti, io vi amo (ma questo amore è una camera a gas)

Questo post è stato scritto dal mio ipotalamo, cervello primitivo che conosce solo due movimenti: attacco e fuga. Quindi declino ogni responsabilità sul suo contenuto. Fate conto che non l’abbia scritto io. Il  fatto che narri le gioie e i dolori di un ufficio stampa è puramente casuale.

Mi chiama un giornalista.

Chiede un’intervista con l’amministratore delegato.

No, in effetti non la chiede: la annuncia, certo della risposta affermativa. Continue reading “Giornalisti, io vi amo (ma questo amore è una camera a gas)”

10 cose che ho imparato dal basket

Non sono mai stata una sportiva: più il tipo dell’intellettuale, direi (con un non trascurabile fondo di cojonaggine, per usare un francesismo). Non ho nemmeno una particolare fame agonistica, e credo che questo sia il motivo principale per cui la mia unica esperienza di pratica sportiva seria fallì miseramente, tanti e tanti anni fa.

Ero alle medie. Mio padre, con l’occhio lungo di chi ne sa a pacchi (sic), credette di vedere in me – alta, dinoccolata e con piedi enormi (mia nonna mi chiamava Olivia, come la fidanzata di Braccio di Ferro) – promettenti tracce di talento cestistico, quindi pensò bene di iscrivermi al minibasket, con la Polisportiva Carpenedo.  Continue reading “10 cose che ho imparato dal basket”

Una storia qualsiasi.

Ero al primo anno di università, facoltà di Lingue e Letterature Straniere a Ca’ Foscari. Il corso di Tedesco 1 era sovraffollato (mai come Inglese, però), e frequentare le lezioni significava essere in aula almeno un’ora prima del loro inizio, per poter legittimamente aspirare a un posto a sedere nelle prime file.
Ero una secchioncella, ci tenevo alla prima fila.  Continue reading “Una storia qualsiasi.”