Stasera no – remake

E anche stasera: niente, non mi viene in mente niente.

O meglio: mi vengono in mente troppe cose, alcune molto autobiografiche e in tempo reale (e preferisco farle decantare), altre troppo lontane e strappalacrime. E poi c’è sempre il filone “cucina sentimentale per dummies” (vedi qui, poi quie qui), con un quarto post che sobbolle in pentola ma non è ancora cotto a puntino.

Queste ripetute crisi creative hanno essenzialmente due ragioni. Continua a leggere “Stasera no – remake”

Coraggio a rotelle.

C’è stato un tempo in cui io ho avuto paura di amare.
Puntavo con precisione millimetrica uomini che certamente mi avrebbero rifiutata, e costruivo con cura il mio personale sabotaggio. Così conquistavo il diritto di piangermi addosso – che è sempre più facile dell’impegnarsi in una relazione, e sudare per tenerla in piedi – e di incolpare altri per la mia stasi sentimentale.
In poche parole: ero una lagna di zitella. Continua a leggere “Coraggio a rotelle.”

Come si mangia in Italia – breve vademecum per stranieri in vacanza

[Ok, baro di nuovo… questo pezzo l’avevo scritto nel 2013 in un altro blog (nel frattempo defunto). Lo rispolvero perché la giornata lavorativa è stata complessa, e non ho tempo di scrivere per la sfida dei 30 giorni. L’ho leggermente rimaneggiato, e sto progettando di tradurlo in inglese, per amplificarne il fondamentale valore sociale. ]

 

In Italia, la “food experience” comincia molto prima di sedersi a tavola, e comprende molto più di una serie di alimenti. Ne fanno parte:

1) La definizione del menu e la scelta degli ingredienti (per esempio: ogni portata “chiede” un vino particolare, è severamente vietato scegliere a casaccio!)

1.1.   NOTABENE: no, il cappuccino non è una bevanda a tutto pasto: in Italia va bene a colazione, o comunque lontano, molto lontano dai pasti. Un caffè dopo i pasti, invece, è concesso e spesso consigliato – DOPO i pasti, appunto…  Continua a leggere “Come si mangia in Italia – breve vademecum per stranieri in vacanza”

Quanta idiozia può starci, in un titolo?

Io ancora penso che sia un fake. O un esperimento sociale, tipo per vedere come reagisce la gente. No, davvero: io non ci posso credere. Sto ancora aspettando che mi dicano che è una burla, perché non posso credere che un titolo del genere sia davvero stato stampato:

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E invece è successo. E la cosa ha suscitato un tale putiferio, soprattutto sui social media, da costringere l’editore a licenziare il direttore del Quotidiano Sportivo, Giuseppe Tassi (che peraltro pare sia prossimo alla pensione). Continua a leggere “Quanta idiozia può starci, in un titolo?”

Matteo 25

Il Poeta passeggiava per la città con l’animo pieno di musica. La sua musica. A tratti armoniosa, a tratti stridente. Dipendeva dall’atmosfera: oggi era vagamente elegiaca. Notava solo le cose belle, come il cielo terso, la vetrina del fruttivendolo piena di colori e profumi, le manine grassocce e sporche di giochi dei bambini. E nobilitava dentro di se le cose spiacevoli: l’odore di smog è pur sempre un segno del progresso, il frastuono della strada è prodotto dall’incessante fluire della vita, e quel fastidioso dolorino al piede si accompagnava all’esaltante realtà di un paio di scarpe nuove. Continua a leggere “Matteo 25”

Il fumo fa male.

[Ok, questa cosa di scrivere un post ogni giorno per trenta giorni è più impegnativa del previsto, soprattutto durante la settimana lavorativa. Stasera sono stanchissima, e ricorro ad uno degli ultimi … avanzi di magazzino che ho a disposizione, per non mancare del tutto il mio appuntamento quotidiano. È un raccontino decisamente più dark rispetto alla maggior parte delle cose che scrivo, ma probabilmente all’epoca ero parecchio più dark io stessa.
La scena si svolge nei primi anni ottanta.]

Le dita ingiallite della donna picchiavano nervosamente sul tavolino del piccolo bar. Lo sguardo si posava ora su un avventore, ora su un altro, mentre la testa si muoveva a piccoli scatti, come se non riuscisse a stare ferma a lungo. Ogni tanto si mordicchiava un’unghia, o passava la mano tra i capelli. Di rado fissava, con uno sguardo quasi disperato, l’uomo elegante che le sedeva di fronte, ma solo quando lui non la stava guardando. Continua a leggere “Il fumo fa male.”

Breve diario di viaggio (ovvero: viva l’Italia)

Oggi mio marito e io siamo stati un po’ a zonzo per la Val d’Orcia: un paesaggio bellissimo.

Mentre lo percorrevamo in auto, pensavo due cose.
La prima: da qualche parte, in Val d’Orcia, vivono gli hobbit, ne sono certa – o almeno Tolkien deve aver preso ispirazione dal suo paesaggio quando ha creato la Terra di Mezzo e Hobbiton.

La seconda cosa che pensavo è: essere nata in Italia è una delle gran botte di … immeritata fortuna che mi sono capitate in questa vita.  Continua a leggere “Breve diario di viaggio (ovvero: viva l’Italia)”

Quale colonna sonora per l’informazione?

Avere presente la famosissima scena della doccia, nel film Psycho di Alfred Hitchcock? È tuttora una scena in grado di generare una grande tensione, e in qualche modo dà corpo a paure abbastanza irrazionali ma molto comuni: alzi la mano chi non ha mai provato almeno un lieve senso d’inquietudine tirando la tendina della doccia in una stanza d’albergo, magari uno di quelli in cui capita di andare per lavoro, da soli.
Quella scena ha generato un immaginario della paura che non è estraneo praticamente a nessuno. Continua a leggere “Quale colonna sonora per l’informazione?”

Barack Obama e io

Il Presidente (uscente) degli Stati Uniti firma un post su Pulse. Ben scritto, per inciso, e con consistenti tracce di ottimo storytelling.

Racconta come le sue primissime esperienze di lavoro, d’estate, siano state fondamentali. E perché è importante offrire opportunità di lavoro agli studenti, soprattutto ai giovanissimi che sono ai margini o usciti dal sistema scolastico.

Io gli ho chiesto di candidarsi per il nostro MIUR, visto che tra qualche tempo dovrà ricollocarsi professionalmente: credo che potrebbe esserci utile.

[A parte questo… Barack Obama firma un blog. Capiamoci: Barack Obama diventa blogger. Qualcuno ha il coraggio di confrontare la qualità della comunicazione politica americana con quella della politica nostrana?]

Barack and I