Cinquantadue.

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Sia chiaro: una parte di me preferirebbe avere trent’anni, e le chiappe sode.

Ma non posso fare a meno di essere grata perché sono ancora da questa parte del sipario, a calpestare questa bella terra, e con la prospettiva – fatti i debiti scongiuri – di starci ancora un po’.

Lo considero un dono, il fatto di avere la possibilità di invecchiare.  Anche a costo di aver smarrito il collagene, e aver acquistato una certa rilassatezza lungo i bordi.
È un dono anche perché, se mi fermassi qui, sarei comunque sopravvissuta – per dire – a buona parte degli abitanti dell’Africa.

È un calcolo che faccio ogni anno, giusto per ricordarmelo: con il compleanno 2018 ho superato l’aspettativa di vita in Ciad, Sudafrica, Guinea-Bissau, Afghanistan*, Swaziland, Repubblica Centrafricana, Somalia, Zambia, Namibia, e raggiunto quella in Gabon, Mozambico, Nigeria e Lesotho.

[* sì, lo so … l’Afghanistan non è in Africa] Continua a leggere “Cinquantadue.”