Mentre c’è gente (magari iscritta all’Ordine degli Psicologi del Veneto) che discetta su fotomontaggi et similia, a me sembra un buon momento per ripescare questo post.
#stayhuman #restiamoumani

Soprattutto Eventuali.

Tanti anni fa, mi è capitato di accompagnare in pronto soccorso mia cognata con la figlia più piccola, che allora aveva pochi mesi, perché mio fratello era lontano da casa, e la bimba piangeva e scottava.
La diagnosi fu: disidratazione – il latte della mamma, pur essendo apparentemente abbondante, non era abbastanza nutriente, o qualcosa del genere. Bisognava attaccarla ad una flebo, per reidratarla. Le infermiere armeggiarono per diversi minuti con quelle braccia minuscole, senza riuscire a trovare una vena, mentre la bambina piangeva disperata per via dell’ago e del malessere. Poi, ad un certo punto, smise di lamentarsi e continuò a fissare le infermiere con gli occhi sgranati ed increduli, mentre le lacrime le rigavano il viso, in un silenzio assordante: l’immagine della paura e della rassegnazione.

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