Breve diario di viaggio (ovvero: viva l’Italia)

Oggi mio marito e io siamo stati un po’ a zonzo per la Val d’Orcia: un paesaggio bellissimo.

Mentre lo percorrevamo in auto, pensavo due cose.
La prima: da qualche parte, in Val d’Orcia, vivono gli hobbit, ne sono certa – o almeno Tolkien deve aver preso ispirazione dal suo paesaggio quando ha creato la Terra di Mezzo e Hobbiton.

La seconda cosa che pensavo è: essere nata in Italia è una delle gran botte di … immeritata fortuna che mi sono capitate in questa vita.  Continua a leggere “Breve diario di viaggio (ovvero: viva l’Italia)”

Ciao Anna, che non mi hai mai delusa.

La mia personale strategia per il buonumore, per tantissimi anni, ha poggiato essenzialmente su due pilastri.

Il primo era una preghiera “per ottenere il buonumore”, attribuita con non so quanto fondamento a Tommaso Moro, che recitavo ogni sera: “Signore, dammi il senso dell’umorismo, concedimi la grazia di comprendere uno scherzo, affinché conosca nella vita un po’ di gioia, e possa farne parte anche ad altri“.

Il secondo pilastro era Anna Marchesini. Continua a leggere “Ciao Anna, che non mi hai mai delusa.”

Quale colonna sonora per l’informazione?

Avere presente la famosissima scena della doccia, nel film Psycho di Alfred Hitchcock? È tuttora una scena in grado di generare una grande tensione, e in qualche modo dà corpo a paure abbastanza irrazionali ma molto comuni: alzi la mano chi non ha mai provato almeno un lieve senso d’inquietudine tirando la tendina della doccia in una stanza d’albergo, magari uno di quelli in cui capita di andare per lavoro, da soli.
Quella scena ha generato un immaginario della paura che non è estraneo praticamente a nessuno. Continua a leggere “Quale colonna sonora per l’informazione?”

Il discorso perfetto di Michelle Obama

Secondo Michael Moore, il prossimo Presidente degli Stati Uniti sarà Donald Trump. Tra le cinque ragioni che lo spingono a vaticinare questa vittoria, la numero 3 è definita “Effetto Hillary”:

Let’s face it: Our biggest problem here isn’t Trump – it’s Hillary. She is hugely unpopular — nearly 70% of all voters think she is untrustworthy and dishonest. She represents the old way of politics, not really believing in anything other than what can get you elected.

Stando a Moore, sono soprattutto i giovani a non apprezzarla. Tra i suoi detrattori, poi, ci sarebbero moltissime giovani donne: un doloroso paradosso per la Clinton e per tante sue coetanee, che hanno combattuto duramente perché alle generazioni più giovani “nessuna Barbara Bush potesse dire di tenere la bocca chiusa e andare ad infornare biscotti“. Continua a leggere “Il discorso perfetto di Michelle Obama”

Un circolo vizioso

Piano scendeva l’oscurità sulla città vecchia, e i miei timori aumentavano. Sarebbe davvero venuto? Dannazione, me l’aveva giurato: “Appena esco, vedrai, mi farò vivo!”, e poi aveva riso, con quella sua risata bassa, agghiacciante… Oscillavo tra barlumi di speranza e abissi di disperazione: forse non verrà, pensavo, è passato tanto tempo e avrà dimenticato… E un momento dopo: verrà, stanne pur certo, certe cose non si dimenticano in fretta.
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Profumo di ciambella (e un’ostinata felicità)

[Questo post fa parte della #sfidadei30giorni che ho iniziato qui. E continua una storia iniziata qui. Chissà dove arriveremo, di questo passo!]

Non sai mai quando viene, e non sai mai quando se ne va“, pensò Elisa scorgendo nella penombra del salotto suo padre insaccato nella poltrona, con lo sguardo fisso verso il televisore spento. L’immagine della tristezza.

Il cuore di Elisa si accartocciò un pochino, di fronte a quello spettacolo. Fu solo un attimo: decisa a non farsi trascinare nella penombra, la ragazza raddrizzò la schiena, aprì bene le spalle, respirò a fondo, e si stampò sul viso un sorriso convinto.
Ciao papà!“, disse ad alta voce mentre accendeva la luce. Continua a leggere “Profumo di ciambella (e un’ostinata felicità)”

Amleto in blue jeans

[Questo post fa parte della #sfidadei30giorni che ho iniziato qui.]

Quando ero alle medie, mio padre – che doveva avere una discreta stima di me – mi regalò l’opera completa di William Shakespeare nell’edizione Einaudi (compresi i Sonetti, con testo originale a fronte). La conservo ancora: sono forse gli unici volumi che mi hanno seguita in tutti i traslochi, con le loro pagine leggere e piacevolmente ingiallite, e con le sovracopertine lucide un po’ rovinate. Dovessi ridurre tutta la mia biblioteca a due voci, terrei la Bibbia e Shakespeare (piangendo un po’ sui romanzi di Tolkien).

Alle medie, quindi, io leggevo Shakespeare in italiano: un’impresa così sproporzionata alla mia età, che mi capitava perfino di leggere le parole in modo sbagliato. Continua a leggere “Amleto in blue jeans”